L’esperimento cileno
#Antarcticastories #Cile
C’è un paese nel mondo in cui il 2020 ha segnato un passaggio epocale verso una nuova e migliore era…e non ha nulla a che vedere con il covid!
Il 25 ottobre 2020 il Cile ha votato per riscrivere una costituzione imposta decine di anni prima dal dittatore Pinochet, e da allora mai cambiata.
Qualcuno sicuramente si ricorderà che ad ottobre 2019 ci furono proteste importanti in Cile, noi lo abbiamo vissuto attraverso gli occhi e i racconti dei nostri colleghi a Santiago.
Da quel fine 2019 in Cile si è innescato un moto di cambiamento che ha portato ad una storica votazione il 25 ottobre 2020.
Le proteste del 2019 erano nate dall’aumento del biglietto della metropolitana, che naturalmente é stato soltanto “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.
Il malessere affondava le sue radici nel lontano 11 settembre 1973, quando il neo presidente eletto Allende venne destituito da un colpo di stato militare e morì. Al suo posto si insediò Pinochet, un dittatore di cui ricordiamo purtroppo, fra le varie atrocità che commise, le torture inflitte ai “dissidenti” o ritenuti tali che si opponevano al suo regime. Pinochet governò per quasi 20 anni e in questo periodo fece approvare la costituzione che è rimasta in vigore fino al voto di ottobre 2020.
La peculiarità della “sua” costituzione era il liberismo estremo. Non applicava infatti nessun tipo di welfare o assistenza sociale, ma lasciava che la legge del mercato governasse ogni cosa. Si dice che questo fu voluto per fare del Cile una sorta di esperimento político/economico, per vedere se questa tipologia di società basata sulle sole leggi di mercato potesse funzionare.
Il risultato nel tempo fu la formazione di enormi disuguaglianze sociali, dove da un lato c’erano pochissime persone con tanta ricchezza e dall’alto moltissime persone in estrema povertà.
Così quello che è successo ad ottobre 2019 e poi proseguito fino al voto del 25 ottobre 2020 si può definire come il fallimento dell’ “esperimento cileno”.
La nuova costituzione deve ancora essere scritta, ma i cileni hanno chiesto che venga definita da un comitato di persone “comuni”, non dai politici attualmente eletti. L’obiettivo è quello di includere finalmente politiche sociali e welfare, ma anche tutti quei popoli indigeni cileni, come i Mapuche, che nella costituzione di Pinochet non erano nemmeno nominati e quindi praticamente invisibili.
Ballerina con bandiera del popolo Mapuche
“L’esperimento cileno” è durato oltre 40 anni, ma da oggi inizia una nuova era per questo grande popolo.
Il Cile è un paese meraviglioso, che ha sofferto tanto, ma che ha anche lottato tanto ed è in continua rinascita. Non a caso ha dato i natali ad artisti e scrittori di grande profondità come Isabelle Allende, Luis Sepulveda, Pablo Neruda e molti altri.
Il Cile è uno di quei posti che ti restano nel cuore in un modo che non ti sai spiegare. Saranno i paesaggi, saranno i volti gentili, sarà l’atmosfera, ma il Cile ti entra sotto pelle.
Santiago, San Pedro de Atacama, la Carretera Austral, Capo Horn, Valparaiso e la Valle dei vigneti….sono solo alcune delle perle che questo paese ha da offrire.
“La nascita non è mai sicura come la morte. E questa la ragione per cui nascere non basta. È per rinascere che siamo nati”
– Pablo Neruda –